Jón Kalman Stefánsson, La tristezza degli angeli, Iperborea 2012.

È la tristezza degli angeli la neve che cade dal cielo illuminando i lunghi inverni d’Islanda, e che le raffiche dei venti trasformano in accecanti bufere. Il postino Jens è scampato a stento alla loro furia quando arriva alla locanda del Villaggio, soccorso dal ragazzo orfano che vi è stato accolto dopo aver perso in mare il suo unico amico. Insieme dovranno affrontare un’ultima, estrema missione per portare la posta nei lontani fiordi del nord, dove il mondo cede il passo all’«inverno eterno». Un uomo e un ragazzo. Un ruvido «gigante muto» con un amore segreto e troppi pesi sul cuore che cerca espiazione tra i ghiacci della brughiera. Un giovane alle prese con la ricerca di sé e la scoperta dei sensi che crede nel potere salvifico delle parole, nella profondità del sentire «che rende l’umanità sublime e maledetta». Due solitudini inconciliabili si uniscono in una marcia epica attraverso l’inferno bianco, una battaglia fraterna per difendere la dignità dell’uomo contro il crudele mistero della natura. Con la voce incantata della poesia e la grazia di una visione che fonde cuore e pensiero, Jón Kalman Stefánsson racconta un viaggio verso l’origine stessa dell’esistenza, dove la più dura costrizione convive con la più vertiginosa libertà, e alla dolce tentazione della morte si oppone quella luce che portiamo dentro e che nonostante tutto rifiuta di cedere alle tenebre, perché «siamo a bordo di una barca che fa acqua», ma «con le nostre reti marce vogliamo pescare le stelle».

Dalla quarta di copertina.

J.K. Stefánsson, La tristezza degli angeli, Iperborea 2012. Traduzione e postfazione di Silvia Cosimini.

Titolo originale: Harmur englanna, Bjartur 2009.

Jón Kalman Stefánsson (Reykjavík, 1963), ex insegnante e bibliotecario, è passato alla narrativa dopo tre raccolte poetiche. Premio Islandese per la Letteratura e plurinominato al Premio del Consiglio Nordico, in Italia è stato selezionato per il Premio Von Rezzori e il Bottari Lattes Grinzane 2012. La Tristezza degli angeli è il secondo capitolo di una trilogia iniziata con Paradiso e inferno, definito il miglior romanzo islandese degli ultimi anni.

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