Un’architettura barbarica di Marcello Tedesco.

Ottanta versi tratteggiano la nascita di quello che l’autore chiama metaforicamente colonna barbarica e la relazione che essa instaura con un millenario potere di tiranni.

 

1

Ti nutre il robusto fiore
di carne l’involucro
assapori la sua barbarica estensione
odorosa luce splendente nelle tenebre.
Lo chiedi con sconosciuta lingua
lo vuoi con tenebrosa volontà.

Ora sei livida e piena come la luna
la verità
il mio corpo è sacro dicesti
così sorse in nessun luogo il sole a mezzanotte.

10

Fu allora che l’eco della vera lingua
formò l’immagine
del tuo ventre caverna lievitato.

Invia il tuo seme nella cava
prostrata come Lamed implori la discesa in profondità.

La verità la verità ti dilata
liquefa e arde
combusta materia
messaggio osceno in essa nascosto
oh si questa voce è piena di poteri.

20

Ospita in se il forte vento di una immaginaria Sila
questo suono mi ha afferrato
è grande il potere dell’arte.

Ti segue la febbre di una primordiale notte
dove l’oscura lingua si è formata.

Hai forse dimenticato?
le cose non si limitano ad accadere
continuano incessanti ad ardere
a chiedere inesistente traduzione.
Così crei umoristico labirinto.

30

Come una tomba vuoi morirci
è un contro incantesimo.
Vedi spietati tiranni schierati tra le dimensioni
vedi le forme del già pensato
come margini di morte invincibile.

La tua difesa è una barbarica colonna
una barbarica forma innalzata fiera
arde senza posa
edificata notte tempo sul campo del massacro.
Ho depositato dentro di te

40

una tale quantità di sperma
che presto partorirai
un popolo, una nazione.

È cosi che procederemo:
costruirai sotto la colonna
una calda stanza sempre in ombra
che inviti alla dilatazione
all’espansione
nell’angolo più buio
quello maggiormente illuminato

50

ci ritireremo per giorni.
Ti accovaccerai sopra di me aperta
e lascerai andare tutto.

Il dentro sarà fuori
mischiato alla calda tenebra
plasmerà una materia formidabile
invincibile
fino a prima impensabile.
Essa ci condurrà talmente lontano
che sarà impossibile anche solo

60

immaginare di tornare indietro.
Questa materia sarà il nutrimento per i nuovi nati
per la nazione.

Questa luce tenebra non può più spegnersi né esaurirsi
è stabilizzata dalla tua tenebrosa volontà.
Saetta conduco e sono condotto
dentro la cupola di tempo
che è il tuo interno
catafratto spazio ipogeo tomba dove si nasce.
Forte è la tua presenza dentro di me

70

Avanti coi poteri
che questa armata ha
millenario anticipo e pratica
di congelate esangui forme
ha saturato l’orizzonte.
Avanti sanguinaria
intona la lingua delle madri
mantrizza il suono terrificante
che fu dato a quelle in difesa
della sconosciuta vita mai stata neppure per un attimo.

80

Appari ora oscillante combusta
colonna scavata
sulla soglia ai millenari tiranni
mostrando il potere
di illegali forme.

Adesso non più narri
del riflesso il modello
ma di quello raddrizzato.
Di questo io non posso riferire
ne tu ascoltare.

 

 

 

 

 

Marcello Tedesco, Colonna barbarica, 2020, gesso patinato.

 

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