Botho Strauss

L’essenza di chi parla consiste quindi in una fuga. Per quanto costui intenda salvaguardare la propria coerenza, la sua natura più intima tende a scappar via, a fuggir di continuo, lungo l’antico corridoio tante volte percorso, su cui danno porte semiaperte, spiragli attraverso i quali si intravvedono le persone solo a grandi tratti e si percepiscono gli eventi solo per qualche secondo. Dato che non c’è una stanza che ci appartenga e poiché in questa indicibile dimora non si può abitare, ma solo correre dirigendosi verso un’uscita sconosciuta, mentre la pelle e lo spirito già si guastano e solo il corridoio si restringe a perdita d’occhio, qui non si potrà mai trovar riposo, qui, se uno fosse costretto a testimoniarlo, non potrebbe dire di essere stato.

 

B. Strauss, L’inizio perduto. Riflessioni sulla macchia e la linea, Mimesis 2013.

 

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