François Jullien, L’apparizione dell’altro, Feltrinelli 2020.

“Si esiste solo in quanto si può incontrare: se smetto di incontrare, la mia vita si esaurisce.” Nei gesti quotidiani e nei momenti più comuni è possibile scoprire ciò che pigramente credevamo di conoscere, ma in realtà non potevamo immaginare. L’altro è una vertigine per il pensiero, perché è vicinissimo eppure inafferrabile.

Dalla quarta di copertina.

Se c’è qualcosa che accomuna tutti i giorni di una vita è la ricerca di qualcosa che manca. Esiste un desiderio, un impulso che ci spinge a riempire una lacuna che fa parte di noi. Quello che la nostra natura ci invita a cercare imbattendoci nell’inquietudine e nell’insoddisfazione di mille vicoli ciechi è l’altro. Non dobbiamo però aspettarci di trovarlo laggiù da qualche parte, come se fosse un fantasma lontano: in questo modo il pensiero si attorciglia su se stesso e non trova nulla. Cade nell’inganno della lingua, che produce senso creando opposizioni. E l’opposto, spiega François Jullien, “non è più l’altro, in quanto non pone di fronte all’incognito”. L’altro non apparirà in ciò che vediamo come contrario, inerte e immobile davanti a noi. Serve tutta la forza di un pensiero dissidente per aprire un varco in ciò che consideriamo ovvio e familiare. Forse, per liberarci della pretesa ontologica del senso dobbiamo ritornare al vorticoso frammento di Eraclito, vero argine al nostro uso ordinario del linguaggio: “Il divino è giorno notte, inverno estate, sazietà fame”. Il fondamento degli opposti è la loro unità. Con una breccia nella continuità uniforme del giorno, proprio dai momenti più banali può emergere l’inaudito, che nella reciprocità dei contrari ristabilisce la coerenza della vita.
Pensare l’altro: non è questo che può far rivivere la filosofia e, soprattutto, darci accesso all’esistenza?

F. Jullien, L’apparizione dell’altro. Lo scarto e l’incontro. Feltrinelli 2020. Traduzione di Massimiliano Guareschi.

Titolo originale: Si près, tout autre. De l’écart et de la rencontre, Éditions Grasset & Fasquelle 2018.

François Jullien è uno dei maggiori filosofi e sinologi viventi. Vive a Parigi e insegna all’Université Paris-VII “Denis Diderot”. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo. Feltrinelli ha pubblicato Essere o vivere. Il pensiero occidentale e il pensiero cinese in venti contrasti (2016), Una seconda vita. Come cominciare a esistere davvero (2017) e Il gioco dell’esistenza. De-coincidenza e libertà (2019).

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