Günther Anders

Il testamento (1940)

La forza del nostro
amico assassinato cresce
non solo per i suoi assassini. Ma anche per noi,
che sopravviviamo solo per caso.
La sala dei morti si riempie paurosamente.
(Nessuno è entrato da solo. Sono stati
tutti spinti oltre la soglia.) Ma presso di noi,
che abbiamo appena vissuto e a malapena
viviamo ogni giorno, si raccoglie
ogni giorno il testamento dei morti,
sempre più voluminoso.
Nessuno può prevedere se
sarai tu o sarò io il prossimo a sparire. Ma
alcuni resteranno, alcuni
però resteranno, per caso.
È indifferente chi resterà.
E con loro, il testamento.

 

H. Arendt, G. Anders, Scrivimi qualcosa di te. Lettere e documenti, Carocci 2017.

 

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