The Wave – Rachel Slade

 

The Wave

 

Within tides of grass, hills of sand,
fear of the law of eyes and tongue,
law of the trenches of endless animal sorrow.

Inside the black stacked numbers
divided between heated rooms,
fear that rubs off in stains,
that goes up in the fumes of the living
towards the night’s decimals.

There is reason enough to go out
in a birth of erasures,
little paper sails that trail ink
through canceling waves,
through whitecaps tipped by oblivion.

Because I was born
of unworldly domestications
there are no small wars.

*

Lightly it will burn,
in the fragrant rooms of every descendent
into the chasms of first breaths,
bread that blooms and destructs the word.

How bright the wave underfoot.

(2020)

 

L’Onda

 

Tra correnti d’erba, colline di sabbia,
paura della legge degli occhi e della lingua,
della legge dei fossi dell’infinito dolore animale.

Dentro i numeri neri ammucchiati
separati all’interno di stanze riscaldate,
paura che si logora in macchie,
che sale nei vapori dei vivi
verso i decimali della notte.

C’è una buona ragione per andare fuori
dare inizio alle riscritture,
piccole vele di carta che trascinano inchiostro
attraverso onde che cancellano,
attraverso creste spumose sfiorate dall’oblio.

Sono nata
con istinti animali addomesticati
per questo non ci sono piccole guerre.

*

Brucerà con disinvoltura
nelle stanze profumate di ogni stirpe
dentro gli abissi dei primi respiri,
il pane che fiorisce e distrugge la parola.

Com’è luminosa l’onda sotto i piedi.

 

Testo inedito. Traduzione di Francesca Marica. Foto di copertina: “Formation”, un disegno di Rachel Slade.  

 

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