Dylan Thomas

Non essendo che uomini

Non essendo che uomini, camminavamo tra gli alberi
Spauriti, pronunciando sillabe sommesse
Per timore di svegliare le cornacchie,
Per timore di entrare
Senza rumore in un mondo di ali e di stridi.

Se fossimo bambini potremmo arrampicarci,
Catturare nel sonno le cornacchie, senza spezzare un rametto,
E, dopo l’agile ascesa,
Cacciare la testa al disopra dei rami
Per ammirare stupiti le immancabili stelle.

Dalla confusione, come al  solito,
E dallo stupore che l’uomo conosce,
Dal caos verrebbe la beatitudine.

Questa, dunque, è leggiadria, dicevamo,
Bambini che osservano con stupore le stelle,
È lo scopo e la conclusione.

Non essendo che uomini, camminavamo tra gli alberi.

 

D. Thomas, Poesie inedite, Einaudi 1980.

 

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