Thomas Bernhard, Midland a Stilfs, Adelphi 2020.

“La gente che ancora viene a trovarci non è imparentata con noi, e ci chiediamo quali siano i nostri punti di contatto. Tutta questa gente non è altro che curiosità, e per lo più parla a voce alta e abusa di tutto, ma, pensiamo, per una volta è un cambiamento a Stilfs, modi di dire diversi dai nostri, pensieri diversi dai nostri e così via, e, pensiamo, ci mancava solo quest’uomo, ora abbiamo tradito noi stessi, passano giorni, settimane, ma perché quest’uomo non lo abbiamo subito scaraventato giù dalle mura?, e così via. I visitatori che salgono fin qui per noi sono perdita di tempo e quindi infelicità. Ma ce ne sono alcuni, pochissimi, rarissimi, che ci rendono felici. Uno di questi visitatori per noi è l’inglese.”

«Nel mio lavoro, quando qua e là si formano i primi segni di una storia, o quando in lontananza vedo spuntare da dietro una collina di prosa l’accenno a una storia, gli sparo addosso». Così dichiarava Thomas Bernhard nel 1970, un anno prima di dare alle stampe questo trittico, dove l’alta montagna che «regna sovrana come natura assoluta» e le valli del Tirolo popolate da «pazzi che a migliaia vanno in giro con la loro pazzia» prestano cupi bagliori a una scrittura che, se a tratti si permette un’inconsueta indulgenza nei confronti dell’intreccio, subito la contraddice o la trascende. Dall’insanabile incomprensione che oppone Midland, villeggiante inglese, agli abitanti di Stilfs, immersi in un «inferno di solitudine» e certi non già di vivere «nel luogo più ideale» ma di scontare una «immane punizione», all’irresistibile, lacerante dialogo tra un avvocato di Innsbruck, Enderer, e un cliente che ha il torto di portare un mantello di Loden identico a quello di uno zio morto suicida, sino all’ascensione sul massiccio dell’odiato Ortles di due fratelli, un acrobata e uno scienziato, che hanno trasformato solitudine e paura nella ricerca della perfezione assoluta – «perfezionarsi della disperazione» –, il lettore troverà in queste pagine un esempio della migliore prosa di Bernhard – un condensato di sinistra comicità.

Dalla quarta di copertina.

T. Bernhard, Midland a Stilfs, Adelphi 2020. Traduzione di Giovanna Agabio.

Titolo originale: Midland in Stilfs, Suhrkamp Verlag 1971.

Thomas Bernhard (1931-1989). Adelphi ha pubblicato un folto numero di titoli, il più recente dei quali è Camminare (2018).

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