Salman Rushdie, quichotte, Mondadori 2020.

“America, che fine hanno fatto il tuo ottimismo, le tue nuove frontiere, i tuoi semplici sogni alla Norman Rockwell? Mi tuffo nelle tue tenebre, America, affondando nel tuo cuore come un coltello, ma la lama della mia arma è la speranza.”

Dalla quarta di copertina.

Sam DuChamp, un mediocre scrittore di spy stories, ispirandosi al classico di Cervantes crea un personaggio di nome Quichotte: un gentile commesso viaggiatore ossessionato dalla televisione che si innamora in modo impossibile di una star della TV. Insieme al figlio (immaginario), Sancho, Quichotte si lancia in un picaresco viaggio attraverso tutta l’America per mostrarsi degno della mano della amata, e fronteggia coraggiosamente i tragicomici pericoli di un’epoca in cui “Tutto Può Succedere”. Nel frattempo il suo creatore, in preda a una inesorabile crisi di mezza età, si trova alle prese con sfide altrettanto pressanti per conto suo.
In altre parole Quichotte, come libro, è un casino.
Ma è un casino meraviglioso. Un romanzo di realismo magico che stravolge le nozioni di magia e di realtà. Un casino assoluto che parla di Donald Trump, immigrazione, oppiacei, Grillo Parlante e perdono. Un casino assoluto dove delle persone improbabili diventano eroi, proprio come succede in Cervantes.
Rushdie accompagna il lettore in un viaggio selvaggio attraverso un paese sull’orlo del collasso morale e spirituale e il suo Quichotte è un romanzo che riesce nell’impresa di raccontare la follia totale e frantumata della vita in un mondo che ha perso il contatto con la realtà, in un’epoca in cui i fatti sono ormai quasi sempre indiscernibili dalla finzione.

S. Rushdie, quichotte, Mondadori 2020. Traduzione di Gianni Pannofino.

Titolo originale: Quichotte, © Salman Rushdie 2019.

Salman Rushdie è nato a Bombay nel  1947 e ora vive a New York. È l’autore, fra l’altro, di La vergogna, I figli della mezzanotte, L’ultimo sospiro del Moro, La terra sotto i suoi piedi, Shalimar il clown, L’incantatrice di Firenze, Joseph Anton, Due anni, otto mesi e ventotto notti, La caduta dei Golden, del reportage sul Nicaragua Il sorriso del giaguaro e dei volumi di saggi Patrie immaginarie e Superate questa linea. È senza ombra di dubbio una delle voci più importanti della cultura mondiale contemporanea.

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