“Immagini emergenti” di Sylva D’Amato.

Nei primi giorni della pandemia da CoVid-19, nella confusione e nello stordimento causato dalle restrizioni e dalla enorme quantità di notizie, informazioni, smentite, rettifiche, indicazioni e controindicazioni, ho brancolato un poco, alla ricerca di qualche punto fermo. Nonostante il gran lavoro reso necessario dalle nuove modalità ho provato, nei pochi momenti di distacco fisico e mentale, a riflettere su questa inedita versione della ‘vita in emergenza’, che in tanti abbiamo percepito come straniante e sospesa. In uno di questi tentativi di razionalizzazione dell’enorme quantità di irrazionale da cui mi sono sentita soffocare, ho cercato nel dizionario la parola emergenza, forse la più usata in questi giorni di isolamento, e ne sono rimasta completamente catturata. Mi ha colto di sorpresa scoprire che il suo primo significato non è ‘situazione di crisi o di pericolo da affrontare con tempestività e risolutezza’, bensì ‘l’atto dell’emergere’ e che emergente è qualcosa ‘che spicca, risalta su una superficie uniforme’ e ‘che viene imponendosi come elemento nuovo ed importante di una particolare situazione o realtà’.

In questi giorni in permanenza domiciliare, trascorsi molto velocemente per le molte, troppe ore di lavoro on e off line, numerose e molto belle sono state le iniziative, le idee e le proposte le più variegate, emerse continuamente e da più parti. Volontari di ogni età si sono messi in azione per mettere su in breve tempo strutture per accogliere persone senza casa, dare avvio a raccolte di fondi e di alimenti per le spese solidali, di tablet e pc per le famiglie prive di dispositivi per la didattica a distanza, ma anche molto, molto altro ancora. A far parte di quella che un tempo era definita società civile, infatti, si fa presto a ritrovarsi in rete con persone che, per quanto prese dalla propria vita quotidiana, all’improvviso e quasi all’unisono avvertono il bisogno di mettere insieme pensieri, azioni, reazioni. Così, dopo un primo periodo passato a dare sostegno alle iniziative degli altri e a leggere notizie, report, approfondimenti, articoli, non ci è voluto molto per passare alle riunioni on-line, allo studio e alla progettazione, al coinvolgimento di esperti e, nel giro di pochi giorni, abbiamo visto raddoppiare le ore di lavoro e di impegno.

Sono ormai alcuni anni che è attivo a Salerno un gruppo, con il quale condivido la bellissima esperienza di conoscere ed esplorare il nostro territorio in bicicletta e l’idea – o forse dovrei dire il sogno – di una diversa organizzazione degli spazi urbani, ovvero del nostro habitat. Insieme, con quattro amici in chat, siamo partiti dalle riflessioni sulle difficoltà della riapertura e, in particolare, dalla necessità di ridurre il rischio di congestionamento da traffico nella Fase 2. Non ci vuole un grande sforzo di immaginazione per prevedere le conseguenze disastrose derivanti dalla riduzione dell’uso dei mezzi di trasporto pubblico in una città che già in condizioni normali, e invariabilmente nei giorni festivi e prefestivi, rimane congestionata dall’enorme quantità di auto in circolazione tra residenti, pendolari e visitatori.

Da anni si lavora in sinergia per proporre una diversa visione degli spazi, organizzando iniziative, incontri, convegni, dibattiti, sia per sensibilizzare sul tema della mobilità sostenibile, che per chiedere all’Amministrazione quegli interventi di progettazione che ormai in molti centri urbani già danno risultati evidenti in termini di bellezza e vivibilità, oltre che di ripresa economica e commerciale. Ma, se da un lato si è visto crescere sempre di più il consenso intorno a questi temi, anche da parte degli enti competenti che mostrano molta disponibilità al dialogo, dall’altro, nei fatti la situazione è rimasta sostanzialmente immutata e – cosa decisamente più grave – si è continuato a prendere iniziative solo per creare nuovi posti auto nel centro città. Questa visione, che continua a porre l’automobile al centro della mobilità urbana, oltre ad essere da tempo superata e non più rispondente ai bisogni collettivi, rischia sempre più di produrre gravi danni economici, culturali, sociali. A dirlo, ormai, non è solo la voce di pochi visionari, ma i numerosi studi dai quali emerge un dato oggettivo ed inequivocabile: il rifiorire del piccolo commercio e dell’artigianato nei centri urbani riqualificati, pedonali e ciclabili.

Sinceramente, nutro molti dubbi che da questa difficile situazione possa emergere presso la nostra classe dirigente uno sguardo più amorevole e meno predatorio sui pochi spazi urbani rimasti ancora disponibili. Mi sembra, per contro, che il Covid-19 ed il distanziamento fisico impostoci per legge abbiano fatto emergere con forza e chiarezza la necessità di un cambio di paradigma, di un ripensamento degli spazi a nostra disposizione e della necessità di porre le persone, non le auto, al centro dei luoghi pubblici che soddisfano il fondamentale bisogno di relazioni e legami sociali. L’autostrada è ‘la strada extraurbana a più corsie di scorrimento veloce e senza attraversamenti, riservata esclusivamente agli autoveicoli e motoveicoli al di sopra di una certa cilindrata’ mentre la strada è ‘un’area di uso pubblico, opportunamente delimitata, destinata al transito di persone e di veicoli’, ci spiega il dizionario della lingua italiana.

Già Calvino ci avvertiva dei rischi derivanti dall’antilingua, nella quale, diceva, i significati – e la vita che è in essi – sono costantemente allontanati e relegati: «la motivazione psicologica dell’antilingua è la mancanza di un vero rapporto con la vita, ossia, in fondo l’odio per se stessi». Forse ora più che mai diventa prioritario per tutti tornare a dare significato alle parole che usiamo ogni giorno, anche per non correre il rischio di perdere lo sguardo sull’emergente, ovvero quel qualcosa ‘che viene imponendosi come elemento nuovo ed importante di una particolare situazione o realtà’.

Sylva D’Amato

 

 

 

 

 

Petizione per una Rete Ciclabile di Emergenza a Salerno.

 

2 commenti

  1. voglio sostenere questo progetto

  2. Salvo tutto sul PC.

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