György Lukács

Tuttavia dovrebbe accadere qualcosa di ‘umano’. E in fin dei conti tutto dipenderà da chi e che cosa verrà, e che cosa mi sarà offerto e che cosa mi sarà tolto. Oppure: maturerà qualcosa anche dal fatto che non verrà nessuno? È possibile. Se davvero maturasse qualcosa, non sarebbe un problema. Ma ho la sensazione che nessuno debba venire. Certo, col mio attuale sistema di vita è (empiricamente) molto difficile, quasi impossibile, che qualcuno giunga. Ma simbolicamente questo evento è tanto più probabile. (Da notare che qui è ancora presente l’inferiorità e la frivolezza della ‘vita simbolica’ – almeno come possibilità – : chi giungerà dopo l’attesa, non potrà essere uno qualsiasi per me. Non verrà chi io ho atteso; ma proprio perché l’ho atteso, chi verrà sarà colui che ho atteso. Questa è di nuovo una questione indecidibile. Di nuovo qualcosa che solo le circostanze potranno decidere).

 

G. Lukács, Diario 1910-1911, Adelphi 1983.

 

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