Grytzko Mascioni

Non mi serve più niente.
E adesso che ho finito di sperare
puntiglioso mi alleno al moderato
terrore di ogni giorno, le divise
i controlli le guardie di frontiera
l’elettronica i computers i monitors
poliziotti dell’anima e fanfare
che squillano sul mio nido di talpa,
prenatale rifugio, sonno e whisky
e un tepore di donne che si sfanno
nell’amaro e nel dolce di una cieca
quasi proterva astuzia:

qui si fugge, perdio,

se ti sta a cuore
tenere i fili stretti intorno al grumo
di coscienza che sei, vivo sangue malato,
martellato
dalla furia centrifuga del tempo,
numeri al vento strali razionali
confitti nella scorza d’allegria
che diversa ogni notte mi protegge:
come diverso è il riso innamorato
di ogni ragazza, di ogni gazza ladra.
Se fa tempesta, via, salva almeno la testa.

 

G. Mascioni, Il favoloso spreco, Libreria Editrice Cavour 1967.

 

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