Edmond Jabès su Paul Celan

Ricordo di Paul Celan

Quel giorno là. L’ultimo. Paul Celan a casa mia. Seduto in questo posto che ora i miei occhi fissano intensamente.

Parole scambiate nella prossimità. La sua voce? Dolce, gran parte del tempo. E tuttavia non è lei che oggi sento ma il silenzio. Non è lui che vedo ma il vuoto, forse perché, quel giorno là, avevamo entrambi fatto, senza saperlo, uno spietato esame di noi stessi.

 

E. Jabès, Dans la double dépendance du dit – Le livre des marges, Fata Morgana 1984. Traduzione di Domenico Brancale.

 

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