Pascal Quignard

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(Némie)

Il nome di Némie Satler è falso. Chiamerò così una donna che è esistita, che non è più, che ho amato. È difficile esprimere il proprio pensiero quando il proprio pensiero è la propria vita. Quello che proviene dal passato verso cui tendiamo disperatamente la mano non soltanto cambia nelle ore nuove ma è vinto dalle emozioni che vi nascono. Tuttavia ciò che ci tocca, generato da ciò che ci ha commosso, è ancora vivo nel passato stesso. A volte ci sembra che tutta la nostra vita di un tempo non sia assolutamente né una nuvola di polvere né fango caduti in fondo a noi stessi: si tratta di un muscolo vivo e impaziente in fondo al nostro corpo. La donna che ho amato anni fa, forse decine di anni fa, non vive più in questo mondo – né in un altro – ma qualcosa che è il suo corpo circola ancora nel mio. Tale traccia viva (poiché io sono vivo nell’istante in cui scrivo questa frase) è domiciliata nel corpo che risponde all’appello del mio nome. Più ancora dell’anima, che forse se ne distacca come un’eco, ogni corpo amato abita definitivamente il corpo nel quale, fin dal primo istante in cui la sua forma ha ceduto alla presa, ha ritrovato il posto che lo attendeva con impazienza. Quello che cerco di pensare non si distingue in nulla da quello che ho vissuto e soprattutto da quello che vivo e voglio continuare a vivere.

 

P. Quignard, La vita segreta, Frassinelli 2001.

 

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