Samuel Beckett

VLADIMIRO  Non perdiamo tempo in chiacchiere vane. (Pausa. Energico) Facciamo qualcosa mentre l’occasione si presenta! Non succede tutti i giorni che qualcuno abbia bisogno di noi. A dire il vero, non è che abbia bisogno precisamente di noi. Chiunque altro andrebbe bene, per lui, se non meglio. L’invocazione che abbiamo sentita è rivolta piuttosto all’intera umanità. Ma qui, in questo momento, l’umanità siamo noi, che ci piaccia o no. Approfittiamone, prima che sia troppo tardi. Rappresentiamo degnamente una volta tanto quella sporca razza in cui ci ha cacciati la sfortuna. Che ne dici? (Estragone non dice niente). È pur vero d’altra parte che, soppesando a braccia incrociate il pro e il contro, facciamo ugualmente onore alla nostra condizione. La tigre si precipita in aiuto dei suoi congeneri, senza la minima riflessione. Oppure scappa nel folto della foresta. Ma non è questo il punto. Che stiamo a fare qui, ecco ciò che dobbiamo chiederci. Abbiamo la fortuna di saperlo. Sì, in questa immensa confusione una cosa sola è chiara: noi aspettiamo che venga Godot.

ESTRAGONE  È vero.

VLADIMIRO O che cada la notte. (Pausa). Siamo venuti all’appuntamento, punto e basta. Non siamo dei santi, ma siamo venuti all’appuntamento. Quanti uomini potrebbero dire lo stesso?

ESTRAGONE  Delle masse.

VLADIMIRO  Tu dici?

ESTRAGONE  Non lo so.

VLADIMIRO  Può darsi.

POZZO  Aiuto!

VLADIMIRO  Una cosa è certa, però: il tempo è lungo, in queste condizioni, e ci spinge a popolarlo di movimenti, che, come dire, che possono a prima vista sembrare ragionevoli, ma ai quali noi siamo abituati. Tu mi dirai che è per impedire alla nostra ragione di colare a picco. D’accordo. Ma non sta forse già vagolando nella notte assoluta dei grandi abissi, è questo che mi chiedo talvolta. Segui il mio ragionamento?

ESTRAGONE  Si nasce tutti pazzi. Alcuni lo restano.

POZZO  Aiuto, vi darò del denaro!

ESTRAGONE  Quanto?

POZZO  Cento franchi.

ESTRAGONE  Non basta.

VLADIMIRO  Io non arriverei a tanto.

ESTRAGONE  Ti sembra che basti, a te?

VLADIMIRO  No, voglio dire che non arrivo ad affermare che non avevo la testa a posto venendo al mondo. Ma questo non è il punto.

POZZO  Duecento.

VLADIMIRO  Noi aspettiamo. Ci annoiamo. (Alza una mano) No, non protestare, ci annoiamo a morte, inutile negarlo. Bene. Si presenta una diversione, e noi che facciamo? La lasciamo marcire. Avanti, al lavoro. (Si avvicina a Pozzo, si ferma) Tra un istante, tutto svanirà e saremo di nuovo soli nel cuore delle solitudini. (Si distrae).

 

S. Beckett, da Aspettando Godot in Teatro, Einaudi 2002.

 

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