Maurizio Bettini, Voci, Carocci 2018.

La nostra vita è immersa nei suoni. Clacson di automobili, squilli di cellulari, un’infinità di rumori e voci umane della cui esistenza non ci accorgiamo neppure più. La nostra vita si svolge all’interno di una vera e propria fonosfera. Ma qual era la fonosfera degli antichi? Di certo conteneva sonorità che noi abbiamo perduto, come il colpo di martello dei fabbri o il cigolio dei carri. Ancor più presenti, però, erano le voci degli animali, ossia ragli, nitriti, belati, grugniti, cinguettii, ma anche il caccabare delle pernici, il iubilare dei nibbi, il drindrare delle donnole. Per gli antichi queste voci predicevano il futuro e annunciavano le stagioni; mentre i canti degli uccelli, in particolare, erano capaci di resuscitare tracce di antichi miti e di fornire a musicisti e poeti uno straordinario serbatoio di “memorie sonore”. Questo libro è dunque un viaggio in un mondo di voci ormai mute per sempre. Voci di animali ma anche voci di uomini, come quelle di profeti e glossolalici, voci che non possiamo più udire perché il tempo le ha ormai inghiottite; ma la cui registrazione scritta, rintracciata in testi remoti e spesso poco noti, conserva immagini e memorie di grande fascino.

M. Bettini, Voci. Antropologia sonora del mondo antico, Carocci 2018.

Maurizio Bettini insegna Filologia classica all’Università di Siena e collabora con “la Repubblica”. Fra le sue opere: Vertere. Antropologia della traduzione nella cultura antica (Einaudi, 2012); Elogio del politeismo (Il Mulino, 2014); Il grande racconto dei miti classici (Il Mulino, 2015); Il dio elegante. Vertumno e la religione romana (Einaudi, 2015); Radici. Tradizione, identità, memoria (Il Mulino, 2016); A che servono i Greci e i Romani? L’Italia e la cultura umanistica (Einaudi, 2017). Per Carocci editore è autore di Dèi e uomini nella città. Antropologia, religione e cultura nella Roma antica (2′ rist. 2016).

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