Luis Cernuda

Chi non ha pensato almeno una volta, tornando a casa tardi in una città vasta e oscura, che sta sprecando la vita tra occupazioni e distrazioni ugualmente noiose? Non abbiamo che una sola vita e la viviamo come se ci sembrasse persino troppo, in fretta e malvolentieri, con occhi che non vedono e il petto oppresso da un’aria torbida e avvilita. A Sansueña gli occhi si aprono su una luce pura e il petto respira un’aria profumata. Nessun desiderio addolora il cuore, perché il desiderio è morto nella beatitudine del vivere; del vivere come vivono le cose: in un silenzio appassionato.

 

L. Cernuda, L’indolente, Biblioteca del Vascello 1995.

 

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