Marija Stepanova, Memoria della memoria, Giunti 2020.

Mostrare tutto. nascondere tutto. Custodire per sempre.”

La morte di una zia, un viaggio nel paese d’origine al limitare della steppa russa, miriadi di oggetti, fotografie e cartoline che si trasformano in grimaldelli per aprire lo scrigno della memoria famigliare e personale: storie d’amore, diari di viaggio, riflessioni sulla fotografia e sul dolore si fondono in una voce unica e ammaliante che ripercorre vicende umanissime ai margini della grande Storia. Al centro di tutto c’è una famiglia di medici, architetti, bibliotecari, commercialisti e ingegneri che hanno cercato di condurre un’esistenza tranquilla, per nulla spettacolare, e che pur vittime di violenze e persecuzioni sono riusciti a sopravvivere agli orrori del XX secolo. Com’è stato possibile? Per rispondere a questa domanda Marija Stepanova ha attinto a una biblioteca perduta e ritrovata di ricordi e li ha messi in dialogo con Barthes, Sebald, Sontag, Blok, Proust, con un linguaggio lirico e lieve che segna un passo avanti nell’evoluzione della forma narrativa contemporanea.

M. Stepanova, Memoria della memoria, Giunti 2020. Traduzione di Emanuela Bonacorsi.

Titolo originale:  M. Stepanova, Pamjati pamjati, Novoe Izdatel’stvo 2018.

Marija Stepanova è nata a Mosca nel 1972, ha pubblicato racconti in riviste, dodici raccolte di poesia e due raccolte di saggi. Il suo medagliere comprende tutti i maggiori premi di poesia e letteratura europei e russi, tra cui il Pasternak nel 2005, il Big Moskow Score Prize nel 2009, il Bol’šaja Kniga Award nel 2018, il NOS Award nel 2019. Nel 2007 ha fondato la rivista indipendente online OpenSpace.ru.

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