Abdelwahab Meddeb

IX

In loro non c’è più giovinezza, cancellate le tracce, desolato il sito, tuttavia la passione, nel corpo, resta nuova per sempre, tali sono le loro vestigia, tali i rimpianti, al ricordo, i cuori fondono, ho urlato a lei che si pavoneggiava, tu che hai la bellezza come unico bene, guarda non ho più nulla, ho sporcato il mio viso di macchie nere, ma voi non disperate per amore, anche se più non respirasse, colui che nel suo verbo annega, e si consuma nel fuoco dell’esilio, tu che attizzi le fiamme, non spazientirti, i nostri corpi impareranno ad attraversare la brace, che divora.

 

A. Meddeb, Poema di un sufi senza Dio. Sulla tomba d’Ibn Arabi, Ortica Editrice 2012.

 

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