Ferruccio Benzoni

Treni

Moriva una domenica d’estate e
– “vienmi vicino, non parlare così
di lontano…”

Poco a poco

dubitoso un dialogo s’infoltiva
in una fodera d’ombra prima del mare.
– “Ma è stato così sempre: un
vociferare sgolandosi…”
E la voce o le voci
non furono presto che un monologo
scempio nel gracidio domenicale.
È stato sempre così.
Un soliloquio o un tarlo reiteranti
il colpo di fulmine di un attimo,

d’altri

sbalorditi attimi
di un addio infinito.

     E questo che altri

chiamerebbe vizio
letterario odora di vita
di treni che mi hanno attraversato
travolgendo la vita sul punto
di redimersi da una eco o una passione.

 

F. Benzoni, Con la mia sete intatta, Tutte le poesie, Marcos y Marcos 2020.

 

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