Non voglio niente – Laura Capra

 

La rabbia cullava la tua speranza

inoculata in bottiglie di vetro.

Come lacrime furtive temendo la sentenza

del pianto

non un gesto

non un gergo.

Impantanata.

Emigrando a ricci sospesi nel mio mantra

a capofitto tra una sillaba in rivolta ed una

conclusione definitiva

tra la rima in soppiatto ed il soppiantato

verbo.

A piedi nudi

incrociando le assi del pavimento

dubitando dei sassi.

Parlando di te.

Vieni con me

parti con me.

 

Ma io non voglio niente.

 

Una poesia fragile

note autoritarie.

 

Scrivevo per mietere il mio grano

perché del tuo

nulla mi importava più.

 

Testo inedito

 

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