Henry Miller a Emil Cioran

 

Big Sur, California 19/02/1951

 

Mio caro Signor Cioran,

il vostro libro è arrivato da qualche giorno e per quel poco che ne ho letto mi pare molto interessante. Perdonatemi se non vi dico che l’ho letto dalla A alla Z in una sola tirata. Soffoco sotto i libri e sono strangolato dal lavoro. Detesto leggere solamente per un senso di dovere. Ma vi ringrazio d’aver pensato a me. Se soltanto avessimo sei paia d’occhi e tre paia di mani!

Cordialmente vostro

Henry Miller

P.S. E sono stato obbligato a leggere recentemente un centinaio di libri, perché scrivevo un libro (come un’idiota!) sui libri. Amerei essere (soltanto) un pittore!

 

*

 

Big Sur, California 3/8/1951

 

Caro Signor Cioran,

ho apprezzato molto la lettera del 7 marzo – giunta dalla rue monsieur le Prince, indirizzo che posso vedere chiaramente a occhi chiusi. E voi parlate della rue Lhomond. Si! Si! Conosco bene l’effetto di certe letture. Cendrars produceva lo stesso effetto su di me, leggendo i suoi libri. Senza parlare di Dostoevskij, Gorki, Audreïev, Knut Hamsun e tanti altri. Curioso, ma la vostra lettera è giunta proprio nel momento in cui ricevevo una visita di un vicino – un Rumeno che ha passato la sua giovinezza a Parigi studiando Medicina (Michel Vergano). Nell’ultimo libro della trilogia (Crocifissione in rosso) – “Nexus” – parlerò un poco del mio soggiorno in Romania (1928) in Bucovina (Czernowitz). È nel vostro paese, tra i paesani, che ho veduto le più belle donne d’Europa (a piedi nudi). Spero abbiate letto “Il Colosso di Maroussi” (Éd. du Chêne, Parigi). Questa avventura tra i Greci resta la più commovente, la più istruttiva della mia vita. Un piccolissimo paese, ma grande, grande. Vi auguro un bell’avvenire a Parigi. Bisogna resistere – è tutto. Vi invidio di essere là dove sono stato sempre in pensiero.

Henry Miller

Inviatemi una cartolina, vi prego, datemi il titolo del miglior libro (in francese) di Paraït Istrati – il nome dell’editore. L’ho letto tanto tempo fa, ma ho dimenticato i suoi titoli. 

Cahiers de l’Herne, Éditions de L’Herne 2009. Traduzione di Domenico Brancale.

 

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