Jack Hartnell, Corpi medievali, Einaudi 2019.

Le vite degli uomini e delle donne medievali erano per molti versi simili alle nostre, ma allo stesso tempo erano colme di esperienze miracolose e metaforiche radicalmente diverse. Si viveva in un’epoca in cui le ferite mortali potevano essere guarite durante la notte per opera di un intervento divino, oppure il cuore di un re, estratto dal cadavere, veniva utilizzato come efficace emblema del potere politico. Grondante sangue e oro, feticizzato e torturato, porta d’accesso alle delizie terrene e punto di contatto con il divino, fatto a pezzi ma potente persino oltre la morte: nel mondo medievale non esisteva terreno piú fecondo e simbolico di quello del corpo.

In Corpi medievali, lo storico dell’arte Jack Hartnell svela i modi complessi e affascinanti attraverso i quali la gente del Medioevo pensava, esplorava e sperimentava la propria fisicità. Nei dipinti e nei reliquiari che celebravano i martiri dei santi, sovente bizzarri, la dimensione sacra del corpo lasciava un segno tangibile. Nella letteratura e nella politica, i cuori e le teste divennero potenti metafore che modellavano i sistemi di governo e la società in modi che perdurano ancor oggi. I medici e i filosofi naturali incrociavano secoli di sofisticate conoscenze mediche, mettendo spesso in pratica un’ignoranza della fisiologia tanto profonda quanto macabra nei suoi risultati.

J. Hartnell, Corpi medievali, La vita, la morte e l’arte, Einaudi 2019. Traduzione di Luca Bianco.

Titolo originale: Medieval Bodies. Life, death and Art in the Middle Ages, Profile Books Ltd 2018.

Che rapporto ebbero gli uomini e le donne medievali con il proprio corpo? Come in un fantastico corteo, questo saggio sorprendente chiama a raccolta medicina, arte, poesia, musica, politica, filosofia e storia culturale e sociale per rivelare l’effettiva condizione di chi nel Medioevo visse e morì.

Dalla quarta di copertina.

Jack Hartnell insegna Storia dell’Arte presso l’University of East Anglia, Norwich. In precedenza ha ricoperto incarichi alla Columbia University, al Courtauld Institute, al Max-Planck-Institut e al Victoria and Albert Museum di Londra.

 

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