Filippo La Porta, Disorganici, maestri involontari del Novecento, Edizioni di Storia e Letteratura 2018

“Se l’insegnamento è soprattutto oralità, come può il maestro parlare al discepolo se non lo conosce? Probabilmente quel ‘faccia a faccia’ si può ricreare attraverso lo stile dell’autore. (…) Quando leggo Camus, Orwell, Simone Weil, Nicola Chiaromonte, Carlo Levi o Pasolini – alcune grandi figure di irregolari del ‘900, potremmo dire maestri assai poco disciplinati, intellettuali più dilettanteschi che specialisti – sento che si rivolgono proprio a me. Perché? Probabilmente perché il loro stile ha a che fare, sia pure indirettamente, con la poesia, con una soggettività esibita, con un pensiero emotivo.”

Dalla quarta di copertina.

F. La Porta, Disorganici, maestri involontari del Novecento, Edizioni di Storia e Letteratura 2018.

Filippo La Porta è un critico letterario e saggista. Collabora a numerose testate tra cui «Il Sole24ore», «Il Messaggero», «l’Immaginazione», «Left», «Radio3». È autore, tra gli altri, di La nuova narrativa italiana. Travestimenti e stili di fine secolo (Torino 1999); Maestri irregolari (Torino 2007); Dizionario della critica militante, con Giuseppe Leonelli (Milano 2007); Il bene e gli altri. Dante e un’etica per il nuovo millennio (Milano 2018).

 

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