Alberto Manguel

“La lettura è una conversazione. I pazzi prendono parte a dialoghi immaginari che sentono riecheggiare nella loro mente; anche i lettori partecipano a un dialogo simile, che viene silenziosamente alimentato dalle parole sulla pagina. Anche se di solito la sua risposta non è registrata, il lettore spesso sente la necessità di prendere in mano la matita e di annotare i suoi pensieri a margine del testo. Questo commento, questa glossa, quest’ombra che talvolta accompagna i nostri libri preferiti si estende e trasporta il testo in un altro tempo e in un’altra esperienza; conferisce realtà all’illusione che il libro ci parli e ci imponga (a noi lettori) di esistere.”

“Leggere è un’attività piacevole, solitaria, lenta e sensuale. Un tempo, anche lo scrivere presentava alcune di queste qualità. Ultimamente, invece, la professione dello scrittore ha preso qualcosa dell’antico mestiere del commesso viaggiatore o dell’attore di repertorio: capita che gli scrittori vengano chiamati per una serata in luoghi remoti, a declamare le virtù dei propri libri cosi come si farebbe con gli scopini per il bagno o un’enciclopedia. Sono stati soprattutto questi impegni a portarmi, nel mio anno di lettura, in molte città diverse, con il desiderio di essere a casa, nella mia casa in un piccolo villaggio francese, dove tengo i miei libri e dove lavoro.”

A. Manguel, Diario di un lettore, Archinto 2006.

 

 

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