Stefano Grimaldi

Ho conosciuto Stefano qualche anno fa, in un periodo in cui frequentavo con assiduità locali che proponevano musica live originale. Entrando in un club ho sempre trovato interessante ascoltare giovani musicisti che riescono a far intravedere il loro talento grazie a una forte energia comunicativa. Gli esordi rappresentano un momento particolare per la vita di un artista e spesso possono diventarlo anche per un pubblico curioso che cerca nuovi stimoli. Stefano si occupava proprio di questo e continua ad occuparsene con passione.

Joel Sarakula (‘Na Cosetta, Roma)

Vorrei mi descrivessi come si svolge il tuo lavoro: come ti ci sei appassionato, quali sono le priorità secondo cui scegli un artista per farlo esibire e se privilegi un certo tipo di musica o un altro.

Tutto è nato quando ero poco più di un bambino, grazie alla passione che mia madre mi ha trasmesso per la buona musica e l’arte nelle sue varie forme. Crescendo, ho iniziato a scrivere di musica e a suonare in una band per cui ho organizzato i primi concerti. Questa esperienza mi ha spinto negli anni a intraprendere il mio percorso di booking agent e direttore artistico,  organizzando tour e concerti per tanti artisti, sia italiani che internazionali. È proprio con questi ultimi che oggi lavoro maggiormente, sia per il mio background musicale che per affinità. Revolver Concerti è il nome che ho scelto anni fa per la mia attività di booking agent. È un’attività che svolgo dedicandomi in primis allo scouting, così da scoprire i più interessanti artisti da ogni parte del mondo per poi promuoverli anche in Italia attraverso i tour, le radio e la stampa. Che siano loro a contattarmi o viceversa, il mio criterio di scelta si basa sostanzialmente sull’emozione che ricevo all’ascolto, oltre alla particolarità della proposta artistica. Se un artista riesce ad emozionarmi, è più probabile che riesca a farlo anche con altri. Ad oggi la musica che promuovo spazia dal folk al blues, dal rock al soul fino al funky e all’elettronica. In linea di massima, non mi pongo limiti, purché mi piaccia e sia di qualità!

A.S. Fanning (Vayu House Concert, Napoli)

Si sente spesso dire che in ambito locale (Salerno e provincia) il pubblico non sia particolarmente interessato all’ascolto di musica originale di artisti non ancora famosi. Eppure io credo sia meraviglioso ascoltare artisti agli esordi soprattutto nei piccoli club. Qual è la tua opinione?

Lavorando in tutta Italia, posso garantirti che la disattenzione del pubblico non è un problema solo locale. Accade in città come in provincia, nei grandi club come nei piccoli e credo dipenda da più fattori, come la curiosità o l’educazione all’ascolto (spesso assente addirittura in chi ospita e investe nei concerti) ma è pur vero che esiste talvolta l’incapacità di alcuni artisti di saper coinvolgere il proprio pubblico. Ad ogni modo, c’è ancora una nicchia di appassionati tra addetti ai lavori e pubblico capace di fare la differenza. È quella che scelgo principalmente per i tour, perché ci permette di promuovere la musica al meglio.

Naomi Wachira (Moa, Eboli)

Quali sono state le soddisfazioni più belle che hai avuto e a quali artisti o situazioni sono legate?

Tra le soddisfazioni più belle ci sono sicuramente i sold out ottenuti in club importanti o in posti non convenzionali (chiese, musei, teatri) per artisti totalmente sconosciuti in Italia (Joel Sarakula, A.S. Fanning,  Sarah Carlier, Naomi Wachira,  Whitney Mongè, tra gli altri), le scommesse vinte su singoli percorsi artistici poi maturati nel tempo (Johnny DalBasso, DILEO, Viva Lion), gli eventi e le rassegne a cui ho lavorato anche sul nostro territorio, produzioni per nomi importanti del panorama musicale italiano ed internazionale e chiaramente i tanti rapporti umani che sono nati in questi anni, che rappresentano una ricchezza personale.

C’è qualcosa che secondo te si potrebbe fare per rendere l’ambiente più ricettivo a certe proposte e cosa ti aspetti o speri che possano fare i soggetti coinvolti (operatori, club, locali, stampa, istituzioni ecc.)?

Lavoro con tanti club che investono denaro e risorse di ogni tipo per proporre musica inedita e di qualità, non senza sacrifici. Ce ne sono anche sul nostro territorio e molti di questi sono da premiare per costanza e dedizione. Nella maggior parte dei casi, le istituzioni non supportano o se lo fanno non sfruttano pienamente le proprie risorse. Abbiamo tante strutture in Italia da poter valorizzare con concerti, mostre d’arte o altre iniziative, ma paradossalmente è dall’alto che si fa spesso ostruzione, sia nel concedere spazi che nel sovvenzionare. La musica può fare tanto, e la storia lo insegna. Basterebbe più impegno e attenzione da parte di tutti per fare sempre meglio!

 

A cura di Mauro Leone

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