Hans Bellmer

“Ritengo che i diversi modi d’espressione: prosa, gesto, atto, suono, parola, grafismo, creazione di oggetti… derivino tutti da uno stesso insieme di meccanismi psico-fisiologici, che obbediscano tutti a una stessa legge di nascita. L’espressione elementare, quella che non ha uno scopo comunicativo preconcetto, è un riflesso. A quale bisogno, a quale impulso del corpo esso obbedisce? Prendiamo, tra i riflessi provocati da un mal di denti ad esempio, la contrazione violenta dei muscoli della mano e delle dita, con le unghie che affondano nella carne. Questa mano contratta è una fonte artificiale di eccitazione, un “dente” virtuale che attirandolo devia il flusso sanguigno e quello nervoso dalla fonte reale del dolore allo scopo di sminuirne l’esistenza. Il dolore del dente è pertanto sdoppiato a spese della mano; la sua espressione, il “pathos logico”, ne sarebbe la risultante visibile.”

H. Bellmer, Anatomia dell’immagine, Adelphi 2001.

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