Cioran su Beckett

“Per intuire quello spirito singolare e isolato che è Beckett, bisognerebbe insistere sull’espressione ‘tenersi in disparte’, motto silenzioso di ciascuno dei suoi istanti, su ciò che essa presuppone di solitudine e di ostinazione sotterranea, sull’essenza di un essere situato al di fuori, che prosegue un lavoro implacabile e senza fine. Di colui che tende all’illuminazione si dice, nel Buddhismo, che deve essere accanito come il ‘topo che rosicchia una bara’. Ogni vero scrittore compie uno sforzo simile. E’ un distruttore che accresce l’esistenza, che l’arricchisce scalzandola.”

E.M. Cioran, Esercizi di ammirazione. Saggi e ritratti, Adelphi 1988.

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