Enzo Schiavo

Con Enzo ci incontriamo in un bar della zona orientale dove spesso si ritrovano musicisti e personaggi storici della zona. Poco distante si trova il vecchio “cassettone” o container che negli anni ’80 fu il liceo dove entrambi abbiamo studiato. Enzo ha dei modi pacati e gentili e più che parlare ascolta (cosa rara). Mi sorprende subito la sua necessità di voler continuare a realizzare progetti in città nonostante la risposta non sempre positiva del pubblico e la possibilità di poterlo fare altrove come già gli è accaduto in passato. Ma, come dice lui, “questa è la mia città e se ti fermi viene meno il presupposto di continuità che è fondamentale per sollecitare un ambiente.”

The Necks, Teatro Nuovo (Sa), 13.04.16

Quando hai iniziato a interessarti all’organizzazione di eventi musicali e qual è l’aspetto più interessante di questa attività?

I primi concerti li ho organizzati a casa di un amico insieme ad altre persone. Il posto era abbastanza grande per poter ospitare un buon numero di persone e realizzare degli House Concert. Il bello era poter vivere una giornata intera a contatto con gli artisti. Creavamo con le nostre forze e il nostro entusiasmo quello di cui sentivamo la mancanza in questa città. In seguito ho cercato luoghi e contesti più adatti alla realizzazione di un evento.

Tra le cose organizzate da solo o in compagnia di amici, vanno ricordati almeno i live dei Nurse With Wound, dei The Necks, di Thurston Moore dei Sonic Youth (con il festival Linea D’Ombra), Lino Capra Vaccina, Ken Vandermark’s Made To Break, Evan Parker & Alexander Hawkins, The Anti Group di Adi Newton dei Clock DVA, Andrea Belfi, Father Murphy, Maurizio Abate, BeMyDelay, Flavio Giurato, Teho Teardo, Zoviet France, Cannibal Movie e… Ecco, ora non mi fermerei più per non fare del torto a tutti quei gruppi validissimi e bravissimi che sono passati di qui. Molti di questi sono diventati amici, con alcuni mi scrivo periodicamente, altri invece mi hanno invitato a conoscere le proprie famiglie o i propri pargoletti durante i loro soggiorni in Italia.

Ecco, questo è uno degli aspetti più belli dell’organizzare dei concerti: avere modo di conoscere e fare amicizia con persone che hanno la tua stessa, vera, passione per la musica e che hanno un modo di vedere la vita spesso molto simile al tuo. Come avrai notato, non sono nomi molto mainstream, pertanto l’affluenza non sempre è stata tale da permettere di andare in pari con le spese, purtroppo. Ma fa nulla, mi sono divertito ed avrò in futuro qualcosa da raccontare o da ricordare con gli amici.

The Anti Group, Mumble Rumble (Sa), 9.5.18

Uno degli eventi recenti più interessanti che hai organizzato con altri operatori è stato Hypnodrome. Che cosa avete realizzato?

Hypnodrome è stato un esperimento, un’esperienza multisensoriale che abbiamo provato e voluto offrire ai partecipanti. L’idea è nata da un incontro tra me, Maurizio “Tez” Martinucci (Clock DVA, Pragma) e Giancarlo “IBTABA” Cotticelli, ma che non si sarebbe potuto mai realizzare senza l’aiuto delle nostre compagne e dei tanti fidati amici. Hypnodrome può essere visto, in parte, come una sorta di sonorizzazione del sonno in cui i partecipanti, tutti provvisti di materassino o sacco a pelo, hanno avuto la possibilità di ascoltare 12 ore di musica non stop all’aperto, in una villa/B&B a Massa Lubrense (Na). I nomi dei musicisti e dj? Questi: Tez, Zener, SR60, Pragma, L’Aura Gaia, Musica Maxima Magnetica, IBTABA, Gamino e Rh+.

Come ti dicevo, la cosa interessante, oltre alla bellissima musica, è stata il provare a stimolare anche gli altri sensi dei partecipanti. Oltre al cibo naturale a km 0 (spaghetti di zucchine e…), abbiamo offerto a tutti i partecipanti delle piccole pillole di melatonina da 3 o 5 g per aiutarli a rilassarsi e a godersi la musica e il cielo stellato. Il compito dello spacciatore di melatonina è toccato a me, e non hai idea di quante risate mi sono fatto! Immagina: buio pesto, pochissime luci a intermittenza, tutti distesi ad ascoltare la musica e… paff! Arrivo io, con una bella faccia da ebete e con in mano una scatoletta piena di pillole bianche! Beh, puoi immaginare la faccia sconvolta e terrorizzata di molti! Sì, mi sono divertito molto, ancora oggi quando ci ripenso mi scappa una risata! Per stimolare poi l’olfatto, abbiamo dato a tutti i partecipanti dei piccoli cuscini cuciti a mano con all’interno dei fiori di camomilla o un mix di tiglio, camomilla e lavanda. Un lavoraccio, ma davvero molto, molto carini. Pensa che ancora oggi ci sono persone che me li chiedono!

Il tutto infine è stato accompagnato da  luci, costruite dall’ottimo Tez, la cui intensità, frequenza e colore variavano di volta in volta in base alla musica che in quel momento veniva proposta. Le luci, in alcuni momenti, erano una vera e propria “Dream machine”! Splendide! Davvero una gran bella esperienza che speriamo di ripetere l’estate prossima, in zona o altrove.

Abbiamo imparato a conoscere limiti e pregi dell’ambiente circostante ma al di là di tutto, ti chiedo, cosa conta veramente per riuscire a mantenere vivo l’interesse per ciò che riguarda progetti più particolari?

Se non nutri fin da ragazzo una grande passione, se non hai intorno a te almeno qualche amico o persona di riferimento che ti stimola e con la quale puoi quantomeno confrontarti seriamente e provare a creare insieme qualcosa di bello è facile perdersi in un baratro totale, una mediocrità di cui la nostra città è ricca in tutti gli aspetti, dal sociale alla politica, dall’educazione a ciò che riguarda la proposta artistica.  Questo quando va bene. Per il resto, se non hai una bella strada già pronta, è facile finire a passare le tue serate al bar e invecchiare tristemente.

A Salerno, purtroppo, c’è molta poca curiosità verso tutto quello che non è già conosciuto o che non abbia una certa risonanza in radio o in tv. La cosa per me forse più triste, però, è notare che sono proprio i musicisti della zona, quelli che su carta dovrebbero essere i più curiosi e appassionati, ad essere assenti. Ma questo è un altro discorso, meglio lasciar perdere, storia vecchia.

 

A cura di Mauro Leone

1 commento

  1. bell’intervista, sapere che i creativi originali ci sono e guardano avanti a testa alta mi ha fatto iniziare bene la giornata oggi.Mi piace quello che dite sulla continuita’, sulla passione, sull’autoironia. Grazie !

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