Anna Nisivoccia

Una delle prime volte che sono entrato in un teatro è stato proprio al San Genesio insieme ai miei genitori. Avrò avuto cinque o sei anni e l’immagine impressionante che conservo è quella di un uomo vestito in modo bizzarro, che guarda il pubblico con una strana espressione e parla in modo ancora più strano. Molti anni dopo ho conosciuto te e tuo fratello Roberto, ho visto altri spettacoli, ovviamente con uno sguardo diverso da quello del bambino che ero stato e ho avuto anche la possibilità, sempre grazie a voi, di proporre in quello spazio delle letture poetiche. Oggi, con te, mi farebbe piacere ripartire da lontano per arrivare fino al tuo nuovo progetto.

Come è nato e come si è evoluto il Teatro San Genesio. Cosa ha rappresentato per la comunità a cui si è rivolto e quali sono stati i suoi frutti. Infine quali sono stati i motivi della sua chiusura.

Il Teatro SanGenesio è nato perché Alessandro Nisivoccia e Regina Senatore, direttori artistici dal 1964 del Teatro Popolare Salernitano (TPS), presero in fitto un locale nel 1971 a Vico Guaiferio 32. Quel locale è diventata la sede storica del Teatro SanGenesio, che nel ’71 si chiamava Il Sipario (è diventato SanGenesio negli anni ’80 a seguito di una storica ristrutturazione). Per anni ha rappresentato a Salerno il primo punto di riferimento per chi voleva intraprendere la carriera di attore. In quel posto decisamente umido si sono formati professionisti che oggi operano nel campo del doppiaggio, della televisione e del teatro, oltre che del cinema. Alessandro e Regina sono considerati dei “Maestri”. Negli anni ho ricevuto numerose testimonianze al riguardo.

Credo che il Teatro SanGenesio sia stato enormemente importante. Un luogo aperto quasi ininterrottamente per 40 anni. Restò chiuso negli anni ’80  perché quasi tutta la famiglia Nisivoccia/Senatore fu scritturata da Vittorio Gassman e partì per due lunghe tournée, poi sempre aperto e attivo. Tutte le mattine potevi trovare Alessandro con la scopa che spazzava il vicolo Guaiferio. Odiava i sabato sera perché la domenica mattina trovava di tutto tra bottiglie vuote e bicchieri di plastica sparsi dappertutto. L’attività del SanGenesio si è evoluta sostanzialmente su due filoni principali: la messinscena di svariati spettacoli con relative prove serali e la formazione dei giovani che negli anni vi si sono avvicinati.

La chiusura? Vari motivi. Sinceramente, a prescindere dalle cause contingenti, penso che abbiano assolto pienamente alla loro missione. Hanno creato cultura e l’hanno resa storia. Una storia importante. Alessandro e Regina sono due icone per chi li ha conosciuti. Il fatto che siano i miei genitori mi rende estremamente grata. La vita è stata davvero generosa con me.

Hai fondato da circa un anno il Centro Studi Regina Senatore. In qualche modo credo rappresenti una necessità di continuità con l’esperienza del San Genesio ma probabilmente va anche oltre. Di cosa si occupa, quali sono le sue attività e a chi si rivolge e con quali scopi. Quanto è importante per i ragazzi e per chi non lo è più avere accesso a strutture come la tua?

Si. Ho fondato insieme a Rocco Vertuccio il Centro Studi Regina Senatore. La continuità è nell’aver dato spazio alla memoria. Nell’aver creato uno spazio aperto alla formazione. Da noi si gioca allo studio e alla ricerca del suono, del tempo scenico, del canto, della voce, della scrittura creativa, del gioco delle lingue (inglese e francese), delle relazioni felici in un luogo di “guarigione”. Non so se durerà 40 anni ma sono contenta che sia nato. Tutti gli artisti sanno quanto sia necessario poter usufruire di uno spazio nel quale creare e ri-flettere la Bellezza. Noi ora lo abbiamo. Da novembre ad oggi abbiamo avuto circa 50 partecipanti a settimana. Rispetto all’importanza di un luogo del genere per la comunità non posso che risponderti con la mia vita, con l’esperienza diretta della mia vita: certo che è importante! Se i Governi del mondo adottassero la cultura e l’arte come strumenti prioritari… E’ vitale, emozionante, necessario vivere di arte. Le persone entrano e ritrovano un’emozione, un motivo per tornare. Così sono i luoghi che utilizzano l’arte come principale strumento di comunicazione. Ovunque dovrebbero nascere luoghi simili al Centro Studi. La libertà, tutto sommato, è a portata di mano.

 

Oltre ad attività artistiche e sociali sei impegnata da tempo con grande passione in attività di denuncia e di proposta riguardo particolari temi nella tua città. Qual è attualmente il grado di reattività delle persone che provi a sensibilizzare verso problemi che riguardano una parte o l’intera comunità e come agisci praticamente e a chi ti rivolgi?

In questo senso sono in fase di elaborazione. Ho vissuto quattro anni intensi di impegno civico ed ora sono in una fase sentita di analisi e ragionamento; c’era qualcosa che bisognava fermare e far rinascere altrove. Il mio impegno civico ora è a Salerno in via Posidonia 111, sede del Centro Studi. Un ex magistrato, incontrato di recente, mi ha detto: “Sai chi contrasta veramente tutto questo? Sai chi fa veramente prevenzione contro la violenza? Tu!” Ovviamente quel “tu” significava “persone come te”!

L’impegno civico è fondamentale e personale. Ciascuno di noi può nel suo piccolo trasformare la realtà e tracciare percorsi felici. Se si rischia in prima persona è meglio, ti confronti prima con i tuoi limiti. Spero che per l’effetto che da un centro si sprigiona energia verso l’esterno il Centro Studi possa generare quella energia interna, centrale, favorevole all’adattamento esterno. Le relazioni artistiche sono e restano, altamente rivoluzionarie. Ma tutto è a portata di mano, ripeto. L’esperienza di un singolo è esempio, figuriamoci l’esperienza dei singoli in uno spazio condiviso.

 

A cura di Mauro Leone

1 commento

  1. Conosco Anna da una vita… Ho sempre avuto molta stima di lei… Purtroppo a causa della mia pigrizia è ignoranza sono andata solo una volta al San Genesio…. Da novembre frequento il centro studi, dove grazie all’immensa pazienza di Rocco, sto cercando di imparare a suonare la chitarra… Il centro studi è un luogo dove ti senti a casa tua… Accolta curata amata…. Dove si trova professionalità, umanità, competenza e…. Tante risate… Grazie. 😁😘

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